Clima teso e crescente preoccupazione per le condizioni della Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani.
Le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria – SAPPE, SINAPPE, OSAPP, UILPA PolPen, USPP e FNS CISL – si sono riunite per un incontro urgente con la prefetta di Trapani, Daniela Lupo, per esporre lo stato di grave sofferenza in cui versa l’Istituto penitenziario e ribadire la necessità di interventi immediati da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e del Ministero della Giustizia.
Durante l’incontro, i rappresentanti sindacali – Gaspare D’Aguanno (SAPPE), Manlio Pisciotta (SINAPPE), Fausto Caruso (OSAPP), Vito La Torre (UIL), Arcangelo Poma (USPP) e Dario Schifano (FNS CISL) – hanno espresso apprezzamento per la disponibilità e la vicinanza mostrata dalla prefetta che si è impegnata ad intervenire con il Ministero e il DAP e ha annunciato una prossima visita al carcere.
I sindacati hanno consegnato un dossier aggiornato sull’organico effettivamente in servizio, evidenziando come 22 unità, pur risultando formalmente nella pianta organica, siano in realtà impiegate in attività tutorie. Questa situazione crea uno sfasamento che penalizza l’Istituto nelle assegnazioni di nuovo personale, aggravando una già critica carenza di organico.
È stata inoltre depositata la lettera dei Magistrati di Sorveglianza di Trapani indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Capo del DAP, in cui si denuncia che la grave carenza di agenti di Polizia Penitenziaria e le condizioni strutturali precarie dei reparti Mediterraneo e Tirreno mettono seriamente a rischio l’ordine e la sicurezza dell’istituto.
Le organizzazioni sindacali hanno lanciato un ultimatum: se entro la prima decade di settembre non arriveranno segnali concreti da parte del DAP, verrà indetta una manifestazione con corteo che partirà dal carcere Pietro Cerulli e stazionerà in modo permanente davanti alla Prefettura.
La situazione del carcere trapanese, già nota per le sue criticità strutturali e organizzative, torna dunque al centro del dibattito sulla giustizia e sulla dignità lavorativa degli operatori penitenziari. La pazienza è al limite, e senza risposte rapide si preannuncia un autunno di mobilitazione.
















