Alcamo, appello per la Funtanazza: “Stop all’affidamento, è un bene comune”

Sospendere subito l’affidamento e avviare un percorso partecipato: questa la richiesta netta della rete civica che da anni difende il Monte Bonifato e il Bosco d’Alcamo, sul futuro della ex “Funtanazza”.

Al centro della mobilitazione la procedura avviata dal Libero Consorzio comunale di Trapani che prevede l’assegnazione dell’immobile ad un soggetto privato per finalità commerciali.

Una scelta contestata da cittadini, associazioni e volontari che denunciano la trasformazione di un bene nato come centro educativo in uno spazio destinato a bar e ristorazione.

Secondo i promotori dell’appello, si tratta di un percorso opaco e in contrasto con la vocazione della Riserva naturale, portato avanti nonostante esista una proposta alternativa costruita dal territorio: un progetto di co-progettazione per restituire l’immobile – che è di proprietà della ex Provincia regionale – alla sua funzione originaria di presidio ambientale, spazio educativo e luogo di aggregazione.

La comunità sottolinea come l’Amministrazione abbia la possibilità di interrompere l’iter in qualsiasi momento, chiedendo un atto di responsabilità politica per evitare quella che viene definita una “forzatura” ai danni del bene comune. Da qui la posizione chiara: la Funtanazza non deve essere privatizzata, ma valorizzata come spazio pubblico, aperto e condiviso, capace di promuovere cultura ecologica, partecipazione e tutela del territorio. Una battaglia che, per i promotori, non riguarda solo un immobile, ma una visione più ampia: quella di una comunità che difende i propri beni e costruisce il futuro attraverso la responsabilità collettiva.

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