L’aggressione avvenuta all’interno dell’Istituto Comprensivo “Lombardo Radice – Fermi” di San Vito Lo Capo, dove un alunno undicenne ha aggredito armato di un coltello un insegnante di Tecnologia durante l’orario delle lezioni, continua a suscitare forte preoccupazione nel mondo della Scuola e tra le organizzazioni sindacali.
Dopo l’episodio, sul quale stanno indagando i Carabinieri, sono intervenute Cisl, Uil Scuola e Flc Cgil, che chiedono risposte immediate e interventi strutturali per affrontare un fenomeno che viene ormai considerato un’emergenza educativa e sociale.
Per la segretaria generale della Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale della Cisl Scuola Palermo Trapani Vito Cassata, quanto accaduto rappresenta il segnale di un disagio giovanile sempre più diffuso. “È un episodio davvero grave che mostra quanto ormai sia dilagante nelle nostre scuole il disagio giovanile acuto e un’emergenza educativa che non possono essere scaricati interamente sul personale scolastico”, affermano i due dirigenti sindacali.
Cisl e Cisl Scuola esprimono piena solidarietà al docente ferito e all’intera comunità scolastica, chiedendo “un’alleanza concreta e immediata tra istituzioni e famiglie per prevenire la violenza e restituire sicurezza e dignità al lavoro dei docenti”.
Sulla stessa linea il segretario territoriale della Uil Scuola Trapani, Fulvio Marino, che definisce l’accaduto “un episodio gravissimo che lascia sgomenti e che impone una riflessione profonda sul clima educativo e sociale che sempre più spesso circonda le nostre scuole”.
Per Marino non si tratta di un fatto isolato ma di un segnale che impone una risposta collettiva. “La crescente aggressività nei confronti del personale scolastico rappresenta un’emergenza educativa e sociale che richiede interventi immediati e strutturali. La scuola non può essere lasciata sola”, sottolinea il sindacalista, chiedendo strumenti concreti di prevenzione, supporto psicologico e maggiore tutela per il personale.
Ancora più netta la posizione della Flc Cgil Sicilia. Il segretario generale Adriano Rizza parla di “sintomo drammatico di un degrado e di un disagio sociale profondi, che la scuola si trova ad affrontare ogni giorno in totale solitudine e abbandono da parte delle istituzioni”.
Secondo Rizza, la risposta non può essere soltanto repressiva. “Non è alzando muri o militarizzando le aule che si risolvono problemi che hanno radici sociali, culturali ed economiche profonde. La vera risposta è un investimento educativo massiccio e strutturale che parta dal riconoscimento del ruolo insostituibile della scuola pubblica come presidio di legalità, inclusione e crescita democratica”.
Il segretario della Flc evidenzia inoltre le difficoltà quotidiane affrontate dal personale scolastico. “Docenti, personale Ata ed educatori sono in prima linea contro violenza, bullismo e devianza minorile, ma operano senza strumenti adeguati, in strutture spesso insicure e con retribuzioni tra le più basse d’Europa”.
Da qui la richiesta rivolta al Governo nazionale e alla Regione Siciliana di avviare un piano straordinario di investimenti per la scuola, con il potenziamento degli organici, l’introduzione stabile di figure professionali come psicologi, pedagogisti e assistenti sociali, la messa in sicurezza degli edifici scolastici e il riconoscimento economico del lavoro svolto dal personale.
Le tre organizzazioni sindacali convengono su un punto: l’episodio di San Vito Lo Capo non può essere archiviato come una semplice vicenda di cronaca. Per Cisl, Uil e Flc Cgil è necessario affrontare le cause profonde del disagio giovanile e rafforzare il ruolo della Scuola come luogo di crescita, inclusione e convivenza civile.

















