Dopo le parole scritte online dall’ex consigliera Francesca Trapani sull’acqua inquinata in via Nicolò Fabrizi e la denuncia di un nostro lettore sulla medesima situazione tra via della Pace e via Archi, un nuovo caso scuote il territorio trapanese, stavolta nella zona di via Nausica. Sempre tramite social, Antonella M. racconta l’odissea vissuta dal suo condominio, costretto a spendere ripetutamente centinaia di euro tra svuotamento e pulitura serbatoi.
“Basta silenzi, i cittadini non possono continuare a pagare! Mentre qualcuno rassicura la città, noi affrontiamo spese, disagi e preoccupazioni con le nostre sole forze. Per quanto ci riguarda, questa emergenza è già costata oltre 1.000 euro. Abbiamo dovuto sostenere le spese per lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione dei sei serbatoi, per le analisi private dell’acqua e perfino sostituire la lavatrice, dalla quale usciva di tutto – scrive la cittadina sui social.
Ma ciò che più colpisce è quanto riportato nella fattura dell’intervento. L’azienda che ha effettuato la pulizia ha scritto nel proprio report che, al momento dell’arrivo, l’acqua presentava una colorazione grigia ed era accompagnata da una forte puzza di fognatura/liquami. Queste non sono opinioni, ma fatti documentati. Nel palazzo in cui viviamo abitano anche dei bambini! Abbiamo inviato tre PEC al Comune, chiedendo risposte, chiarimenti e interventi. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Martedì – conclude – arriveranno i risultati delle analisi microbiologiche che abbiamo commissionato privatamente. Anche questo è un costo che ricade interamente su di noi, perché per avere delle certezze sulla qualità dell’acqua che utilizziamo ogni giorno, siamo costretti a rivolgerci a laboratori privati“.
















