Il Comitato cittadino “L’acqua è un diritto di tutti” ha chiesto al Comune di Trapani di conoscere lo stato dei progetti relativi all’ammodernamento della rete idrica, tra cui quelli a suo tempo presentati nell’ambito del Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Siciliana.
Una richiesta che arriva in un momento di forte malcontento tra residenti e operatori del settore turistico, costretti a fare i conti con continue disfunzioni nell’erogazione idrica, soprattutto nel centro storico della città.
Dai documenti regionali pubblicati dall’ex consigliera comunale Anna Garuccio, emerge che ci sono due interventi del valore, rispettivamente, di 15 milioni di euro e 10 milioni di euro, progettati dal Comune e che risalgono ad alcuni anni fa.

I progetti – che comunque non riguardano il centro storico dove la rete è stata rifatta nei primi anni del 2000 – nel frattempo, hanno dovuto affrontare un iter di aggiornamento legato all’adeguamento dei prezzi.
Una procedura che, secondo quanto riferitoci dal dirigente comunale ingegnere Orazio Amenta, ha reso insufficiente la copertura finanziaria inizialmente prevista. I costi, infatti, sono lievitati: il primo da 15 a 28 milioni di euro e il secondo da 10 a 27 milioni. I fondi stimati non sono quindi più adeguati a coprire interamente le spese di realizzazione dei progetti esecutivi predisposti dal Comune.
L’amministrazione comunale non è in condizione di integrare i finanziamenti, perché la cifra necessaria andrebbe ben oltre le disponibilità economiche dell’Ente locale. E questo anche a causa dei mancati introiti delle fatture idriche, dato che circa il 50 per cento dei cittadini non assolverebbe ai pagamenti dovuti. Su questo resta da capire cosa stia facendo il Comune per recuperarli.
Da qui l’avvio di un’interlocuzione – che Amenta riferisce essere tuttora in atto – per ottenere che i finanziamenti originari vengano incrementati e possano finalmente coprire le spese complessive.
Il Comitato sottolinea come le problematiche legate alla distribuzione idrica stiano mettendo cittadini, attività commerciali e strutture ricettive, in gravi difficoltà soprattutto in piena stagione estiva.
“Non si può più aspettare – affermano i rappresentanti – occorre trasparenza sui progetti e tempi certi per la loro realizzazione, perché l’acqua è un diritto fondamentale che non può essere negato a intere famiglie e a chi lavora nel settore turistico”.
Il Comitato chiede la “programmazione nel bilancio comunale di un potenziamento delle fonti idriche da poter immettere nel sistema qualora si ravvisasse un periodo emergenziale su parte delle fonti utilizzate”. Il riferimento è ai recenti disservizi che hanno riguardato il sistema di Bresciana, acquedotto che rifornisce i serbatoi comunali trapanesi.
Il Comune, su questo punto, ha avviato l’iter per lo scavo di un nuovo pozzo nella stessa area per sopperire alla non utilizzabilità di un pozzo già esistente e al venire meno della fornitura di 50-70 litri/sec che erogava Siciliacque.
E, sempre a proposito di fonti di approvvigionamento alternative, non è ancora entrato in funzione – e la probabile attivazione dovrebbe avvenire non prima del mese di settembre da parte della Regione e di Siciliacque – il dissalatore mobile già collocato nell’area del vecchio impianto a Nubia.
















