Il sindaco ha parlato. Ed il sindaco è quello di Trapani, Giacomo Tranchida. L’occasione è stata la conferenza stampa tenutasi ieri a Palazzo D’Alì.
Ed è importante sottolineare che lo abbia fatto nella qualità del suo ruolo istituzionale, così come è importante sottolineare che lo abbia fatto dalla Sala Sodano, ex Aula storica del Consiglio Comunale e luogo del massimo consesso civico, dentro la “casa” per eccellenza del primo cittadino.
Questi distinguo sono importanti perché segnano il limite di demarcazione con la conferenza stampa di oggi che, invece, si terrà nella sede politica “storica” di Giacomo Tranchida, quella del Movimento “Erice e Trapani che vogliamo”. Appunto, di Giacomo Tranchida.
Ieri il sindaco ha parlato alla città, raccontando la sua verità sulle “faccende” che hanno alimentato la querelle infinita tra lui e Valerio Antonini, patron delle due squadre cittadine di calcio e basket.
Le questioni oggetto del contendere sono note: le bollette e l’aria condizionata al Palazzetto “Ettore Daidone” e la Cittadella dello Sport. Due questioni che ai cittadini dovrebbero interessare nella misura in cui, per quanto attiene le bollette, finché il Trapani Shark non pagherà il dovuto, di fatto la corrente elettrica la stanno pagando loro, i contribuenti. Altro che abbonamenti d’oro o d’argento! Che il pagamento a rate non fa diminuire gli importi.
La seconda questione è che avere una Cittadella dello Sport con tutto l’indotto che ne potrebbe derivare è una cosa bellissima, soprattutto se potrà diventare anche una risorsa occupazionale per i trapanesi. Tutti, non solo quelli graditi o tifosi o del cerchio magico. Ma tutti quelli che possono avere attitudini o competenze o progettualità imprenditoriali. Ed il tema è che per avere un buon frutto occorre che la pianta sia in salute. Questo dovrebbe interessarci, come cittadini.
Invece l’amministrazione da un lato e Antonini dall’altro, ci hanno trascinato in uno scontro senza esclusione dei colpi, in cui il tema Cittadella è solo l’arma brandita per sancire la fine di un rapporto tra i due. Rapporto che avrebbe dovuto, fin da subito, tenere distanze appena un poco più istituzionali e formali.
Il sindaco – nella sua narrazione accurata e corroborata da documenti, date precise e dichiarazioni pubbliche del “Pres” (ne parliamo qui) – sostiene che Antonini fosse a conoscenza già dal novembre 2024 dello stato dell’arte concernente l’area di Milo dove andrebbe realizzata la Cittadella.
L’amministrazione comunale si è impegnata – ha sottolineato Tranchida – comunicando tutte le interlocuzioni per la sdemanializzazione della zona: fa comodo a tutti, è una zona F, cioè il cambiamento della destinazione nel PUG è di competenza del Consiglio Comunale e non della Regione. Ma soprattutto è la zona ideale per il progetto dell’interporto: se può starci anche il progetto Cittadella è un bene per tutti. Per l’imprenditore Antonini e per il sindaco in carica che potrebbe certamente includerla nel medagliere.
Quindi, perché da parte di “Antonio Valerio” – come per tutta la conferenza stampa lo chiama Tranchida (forse un riferimento agli imperatori romani?) – ingaggiare, da un certo momento in poi, questa guerra contro l’amministrazione? Perchè intraprendere un tiro al piccione quasi quotidiano, contro il sindaco, contro chiunque si ponga anche solo l’amletico dilemma? Antonini avrebbe potuto fare da subito che poi ha detto di stare facendo: cercare un’altra zona adatta nel territorio trapanese. Sembrerebbe, ad esempio, che nella zona dietro Dattilo, potessero esserci aree all’uopo oggetto d’interesse.
Invece no, Antonini si incaponisce. Il sindaco racconta che il patron granata va a Roma al Ministero per avere, giustamente, chiarimenti. E, al suo ritorno, consegna all’amministrazione un documento in cui la zona di Milo è considerata area bianca, e non già rossa come indicata dal Demanio militare: c’è solo una striscia nel mezzo, quella della ex pista dell’aeroporto, che può essere bonificata dal Ministero a spese dell’imprenditore, per la modica cifra di circa 10m milioni di euro. E pare che l’imprenditore fosse disposto ad assumersi anche quest’onere.
È in relazione a queste rivelazioni di Giacomo Tranchida che, sembrerebbe, il ministro della Difesa Guido Crosetto abbia annunciato denunce nei suoi confronti ed abbia dichiarato di non conoscere Antonini.
La ricostruzione dei fatti si conclude qui e si attende di capire se la conferenza stampa sia servita allo scopo, cioè smentire in modo categorico, con carte e documenti, cche all’amministrazione non importi nulla dei progetti di sviluppo degli imprenditori per la città. All’amministrazione importa di TUTTE le progettualità che propongano crescita per il territorio, certamente non può seguire dei criteri di esclusività per uno o per l’altro imprenditore. All’amministrazione interessa, oggi come ieri, la Cittadella dello Sport, ma il rapporto personale con Valerio Antonini è profondamento mutato.
Quindi, in definitiva, perché si sarebbe rotto il giocattolo? La comunione di intenti tra Antonini e Tranchida, che ha addirittura portato l’amministrazione a conferire la cittadinanza onoraria in tempi di un fiat? Allo stato dell’arte, una risposta chiara e netta non c’è. L’amministrazione ha fatto l’amministrazione e l’imprenditore si è “leggermente adirato”. Ha sbracato sui social, sulla televisione di proprietà, ha indetto una conferenza stampa dove aveva promesso fuoco e fulmini e, invece, banalmente, ha presentato il suo movimento politico.
Per inciso, cittadino ha presentato il suo movimento politico dalla sala stampa di un immobile pubblico e di proprietà dell’amministrazione comunale, dato in concessione. Che non significa che, perché ha messo la foto col cagnolino o il poster del gruppo preferito o ha scelto personalmente la tappezzeria, sia diventato il salotto di casa sua.
Allora e per l’ennesima volta, tutto assume l’aspetto del bluff. La mortale offesa per la questione Cittadella, per le bollette e l’aria condizionata del Pala “Daidone” hanno il sapore del pretesto: sarebbe interessante vedere cosa succederebbe se, domani, l’amministrazione consegnasse impianto di climatizzazione, bollette pagate per il prossimo anno e Guido Crosetto dicesse che erano tutti in preda ad un sogno post prandiale.
Così come la conferenza stampa del sindaco: atto propedeutico, dovuto e formale, dove il primo cittadino ha tolto di mezzo le questioni amministrative. Un atto di forma più che di sostanza.
Prima che oggi alle 11 parli il politico che, presumibilmente, si rivolgerà non più all’imprenditore ma all’aspirante politico. E altrettanto presumibilmente parlerà “ai suoi”: alla sua maggioranza, ai suoi fedelissimi, al suo partito quale che sia. Oggi parlerà il politico, che al momento è un leone ferito, e come tale attaccherà, com’è storia.Oggi parlerà Giacomo Tranchida. E ci sarà da divertirsi.

















