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La Festa delle Donne è un Bluff ?

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E’ trascorso già un secolo dacché gli americani per primi aprirono la porta a tale rivoluzionario evento di libertà. Molta strada si è percorsa da allora per riuscire a pareggiare i conti con quei “maschietti bulli e prevaricatori”. In Italia si aprirono le danze nel ’22, ma la vera esplosione si ebbe dal 1975 con il movimento femminista.  I cari maschietti ci fanno vedere i sorci verdi, ma altrettanti noi a loro.  Scusa, perché parli al presente?   Perché la lotta continua, perché non basta una legge a cambiare le cose, la legge c’è e dev’esserci, ma la cultura è fatta di radici profonde che affondano nelle tradizioni, nell’educazione familiare, nella società e nella storia, molteplici fattori che si modificano lentamente quasi quanto un’Era.  Evoluzione e progresso non vanno mai di pari passo. Il progresso è dinamico, spedito è in continua ascesa.  L’evoluzione è un distillato di persone, di idee, di visioni vicine e lontane, è come il buon vino prima di gustarlo deve decantare, mille si, mille no, mille forse, metti insieme tante teste.  Nel frattempo tanta acqua scorre sotto i ponti, c’è un cambio, due, di generazione e il gioco è fatto, quest’ultimi nascono che già se ne parla di quella rivoluzione e dunque è consuetudine, ci cresci e ti appartiene.  Mezzo secolo fa tra nord e sud del Paese c’era un abisso, oggi si nota poco, si scrive e si parla allo stesso modo, cadenza a parte, le cartoline hanno il medesimo mittente, il web. Con whatsapp comunichi a distanza zero, parole, voce, immagini, scatti e video ci raccontano ogni dì. Se non è la storia, ci si mettono i sentimenti a rallentare l’evoluzione del pensiero, fantasmi perenni come la gelosia, il possesso e l’invidia. Se non è la storia, né i sentimenti, ci si mette la biologia, cellule umane intrise di tutto sin da quel primitivo primo vagito: l’istinto.

Tutto ciò per dire che socialmente la rivoluzione della donna c’è stata, sono oramai oggettivamente riconosciute le reciproche intelligenze, è questo si chiama progresso. L’uso che se ne fa si chiama evoluzione.  Sono trascorsi oltre 2000 anni d.C., più svariati millenni a.C., ma non mi pare che le donne si siano liberate dalla zavorra maschilista. Ma vi dirò!   Mi rifaccio a una frase della giornalista Oriana Fallaci: è più bello lottare che vincere.  E’ vero, finché c’è lotta c’è vita, adoperando il medias-virtus, vuoi mettere il gusto dell’atavico gli opposti si attraggono.   Ci si evolve a piccoli passi, ci si involve in un istante.                                                             Schopenhauer ha scritto: non c’è cosa più perfetta dell’imperfezione dell’uomo.  Uomo e Donna il divertente gioco più estenuante della Storia.

Rosalba Figlioli

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