Ieri mattina a Mazara l’On. Toni Scilla, Presidente di Agripesca Sicilia, insieme all’assessore regionale al territorio e ambiente On. Toto Cordaro, al dirigente generale dipartimento dell’ambiente dell’assessorato regionale territorio e ambiente dott. Giuseppe Battaglia e al dott. Maurizio Croce soggetto attuatore per i rischi del dissesto idrogeologico, ha incontrato la marineria mazarese e le imprese che lavorano nell’indotto della pesca all’interno del perimetro portuale. È stato effettuato anche un sopralluogo per verificare la situazione di non agibilità che, ormai da troppo tempo, causa disagi al settore e alla filiera di riferimento.

Cordaro ha manifestato l’intenzione di voler affrontare il problema per risolverlo definitivamente. “Non sarà possibile agire se prima non avremo gli esiti di una nuova caratterizzazione dei materiali esistenti nei fondali visto che la precedente è scaduta nel 2015. – Ha detto Cordaro – Se questi risulteranno di tipo B, cioè confluibili nella colmata, ci troveremo di fronte a tempi e costi sostenibili. Se la natura dei materiali dovesse essere di tipo C, allora dovrebbero essere avviati in discarica e ciò richiederebbe tempi e costi di gran lunga superiori”.

“Gli interventi di dragaggio del porto canale non sono più prorogabili. Ciò di cui oggi abbiamo bisogno sono fatti concreti e non parole e promesse. Pertanto, vista l’importanza che la problematica riveste per l’intera comunità mazarese sotto l’aspetto socio economico, sarebbe opportuno che il governo regionale iniziasse a trovare le necessarie coperture economiche per la realizzazione dell’adeguato intervento di dragaggio rispetto al già previsto progetto stralcio”. Questa la dichiarazione di Scilla a margine dell’incontro.

Fonte: Agripesca Sicilia